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Autonomia del Veneto

Per l'attuazione dell'art. 116,
terzo comma, della Costituzione

Autonomia, momento storico

13 novembre 2024

Roma, 12 novembre - Via al terzo round sull'Autonomia differenziata a Palazzo della Consulta e la parola passa alle regioni di centrodestra, Veneto, Lombardia e Piemonte ammesse ad opponendum.

Primo a parlare il Veneto che ha definito le prospettazioni presentate dalle regioni di centrosinistra "astratte". "Se non si scende dalle grandi prospettazioni non se ne esce". "Vi faccio una domanda – ha detto per il Veneto Mario Bertolissi, professore di Diritto costituzionale a Padova - è verosimile che la legge inneschi un sovvertimento della forma di Stato?".

"Se uno dice che non va bene niente allora cosa dobbiamo scrivere?...Io credo si sia abbandonata la prospettiva della concretezza, mi permetto di ricordare una riflessione di Massimo Severo Giannini, per la sapienza sottostante: "Prendere consapevolezza del fatto che nelle società tecnologicamente avanzate la parte più importante della attività politica è l'amministrare che richiede strumenti semplici e chiari". "Allora chiudo così: io sono un uomo primitivo che stenta ad adeguarsi alle innovazioni. Mi sono rivolto all'Intelligenza artificiale e chat gpt che destituisce di ogni fondamento tutto ciò che finora è stato detto. Ed è strepitoso ciò che ne è uscito".

 Andrea Giovanardi, per il Veneto, da professore ordinario di Diritto tributario all'Università di Trento ha quindi acceso i riflettori sull'attenzione di "tutte le regioni ricorrenti" alla "questione finanziaria ed hanno ritenuto illegittima la previsione delle compartecipazioni come unico strumento di finanziamento...ma noi riteniamo che ciò non sia fondato ....Si deve leggere il principio di invarianza finanziaria dell'articolo 9 della legge Calderoli. I gettiti compartecipati sono assolutamente coincidenti con la spesa, che comanda. Ci sarà poi l'invarianza garantita dalle funzioni lep che non possono passare prima della loro determinazione ed in ogni caso, se ci sono esigenze prima, bisogna finanziarle. Per comprendere quanto costerà l'autonomia differenziata bisogna capire quel che passa e quel che passa si potrà capire solo dopo l'intesa".

"Non sono le sorti della legge Calderoli il problema - interviene per il Piemonte Marcello Cecchetti, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell'Università di Sassari - ma le interpretazioni costituzionali che ci hanno imposto il tentativo di partecipare a questo giudizio. Qui è in gioco innanzitutto l'interpretazione di un istituto". "Interpretiamo con buon senso la legge", sollecita. E sui lep: "Che sono? Il nucleo essenziale dei diritti? O i livelli essenziali delle prestazioni? Sono concettualmente due cose differentissime. I livelli essenziali sono una competenza data al legislatore statale per definire l'uniformità dell'indirizzo politico. Certo che non possono essere inferiori al livello essenziale, ma possono essere superiori. Ma il lep lo stabilisce il legislatore con il limite costituzionale di non scendere sotto il nucleo essenziale del diritto....La Corte chiarisca definitivamente".

"E' un momento storico riflettere sul 113 terzo comma e sul rapporto stato regioni che è estremamente conflittuale. La legge Calderoli è a nostro avviso un tentativo valido per dare una risposta alle spinte di un regionalismo che nasce da questo confronto e dove la giurisprudenza della Corte ha aiutato tantissimo....", ha concluso pacatamente per la Lombardia Leonardo Salvemini, professore all'università degli studi di Milano. (fonte ADNKRONOS)

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