CLEANSTONE - Recupero e valorizzazione degli scarti di lavorazione lapidea per la sostenibilità ambientale - Cooperazione Territoriale
CLEANSTONE - Recupero e valorizzazione degli scarti di lavorazione lapidea per la sostenibilità ambientale
Le attività di estrazione della pietra sono tra le più impattanti per l’ambiente naturale e umano. Il marmo e la pietra naturale non sono materiali rinnovabili, quindi operare affinché nessuna frazione del materiale estratto vada perduta è una questione, prima ancora che economica, etica. Pertanto, è sempre più necessario utilizzare metodi di estrazione e lavorazione che valorizzino l’intero prodotto estratto, riducendo al minimo la quantità di rifiuti di pietra smaltiti nell’ambiente e studiando metodologie per il riciclo degli stessi in modalità utili e creative.
È proprio per rispondere alle domande delle aziende del settore e valorizzare uno dei prodotti di punta della nostra Regione che nel 2019 è partito il progetto Cleanstone, finanziato dal Programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020, che si è concluso nel 2022.
Capofila del progetto è l’Università degli Studi di Udine, Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura – DPIA, con la collaborazione di altri due partner italiani: Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale - ICEA e Confartigianato Vicenza. Per l’Austria, i partner individuati sono: Fachhochschule Kärnten, e E.C.O. Institut für Ökologie.
Sono state coinvolte aziende operanti nel settore del marmo della Regione Friuli Venezia Giulia, del Veneto, le cui province più attive sono Vicenza, Verona, Treviso, Belluno e la Provincia Autonoma di Bolzano per l’Italia e Tirolo, Salisburgo e Carinzia per l’Austria.
Il Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Università di Udine si è occupato di tutte le attività di simulazione numerica dei flussi ambientali, mentre il Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale dell’Università di Padova si è occupato principalmente nelle attività di trattamento mineralogico, focalizzate alla possibilità di ricavare materie riutilizzabili e commercializzabili dai fanghi e cocciame derivante dalle attività di estrazione del materiale lapideo.
Fachhochschule Kärnten é stato il responsabile per tutte le attività relative al trattamento e alla conservazione del materiale da costruzione, nell’ottica di minimizzare la quantità degli scarti prodotti dall’attività di cava.
E.C.O. Institut für Ökologie, si è occupato di tutte le attività relative alla valutazione dell’impatto ambientale delle attività di lavorazione della pietra. Il focus dell’istituto è stato anche quello di valorizzare le cave dismesse come hotspot per la biodiversità, sviluppando l'LBI (Indice di Biodiversità a Lungo Termine), uno strumento di monitoraggio dell'efficacia delle misure di compensazione ecologica, che si è rivelato estremamente utile nel progetto.
Infine, Confartigianato Vicenza ha svolto un importantissimo ruolo di mediatore tra le attività di ricerca delle tre istituzioni universitarie e le istanze degli operatori economici, anche attuando visite di studio all’interno di alcune aziende estrattive del territorio, come Consorzio Pietra Piasentina, il Consorzio Marmisti della Valpantena (partner di Verona Stone District), il Consorzio della Pietra di Vicenza e l’azienda Bertola Pietre.
Proprio Confartigianato Vicenza, da noi interpellata per un questionario di fine progetto, relativamente alla sua partecipazione in Cleanstone ha dichiarato che “… senza il progetto Interreg, il nostro Ente non avrebbe avuto l'opportunità di collaborare in modo così stretto con partner di altri Paesi o regioni. Questa cooperazione ha permesso di condividere conoscenze e risorse su temi strategici e di confrontarci anche sulle diverse legislazioni vigenti in Italia e Austria”.
Uno dei punti focali del progetto è proprio la carenza di norme specifiche riconducibili alle attività estrattive che ha portato ad una riflessione e allo studio di proposte legislative atte a tutelare gli operatori delle aziende e facilitare il riutilizzo del materiale di risulta, tuttora classificato come materiale di scarto, in materiale riciclabile, in modo che sia possibile un riutilizzo/riuso dello stesso senza che sia necessario uno specifico (e più costoso) processo di riconversione in materiale da costruzione.
I risultati del progetto Cleanstone presentati alla conferenza finale tenutasi a Villach, in Carinzia il 31/03/2022 sono stati:
1) la stesura di una serie di linee guida contenenti criteri per valutare l'impatto ambientale delle attività di estrazione/taglio e protocolli per il recupero di materie prime secondarie prodotte dalle attività lapidee;
2) un Libro Bianco con proposte di modifica della legislazione vigente in Austria e Italia in tema di smaltimento degli scarti, che attualmente non valorizza appieno il potenziale di riuso/riciclo.
Conclude sempre Confartigianato Vicenza: “… entrambi i documenti sviluppati sono risultati utili per una riflessione circa le possibili soluzioni per rendere maggiormente sostenibili i processi del settore lapideo e per confrontare le legislazioni a livello transfrontaliero. Inoltre, ha permesso di sviluppare strumenti utili alle aziende per analizzare internamente l'impatto delle proprie attività”.

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